La papolatria è un peccato perché trasforma Pietro in Cristo. Attribuire al Papa la perfezione e l’infallibilità di ogni atto e parola significa divinizzarlo e la divinizzazione del Papa non ha nulla a che fare con la venerazione che dobbiamo alla sua persona. La devozione al Papa, come quella alla Madonna è un pilastro della spiritualità cattolica. Ma la spiritualità deve avere un fondamento teologico e, prima ancora, razionale. Per venerare il Papa bisogna sapere chi è, e anche chi non è, il Papa. Il Papa non è, come Gesù Cristo, un uomo-Dio. In lui non c’è una divinità che assorbe l’umanità. Non ci sono due nature, una umana e una divina, in una sola Persona. Il Papa ha una sola natura e una sola persona, umana: è segnato dal peccato originale e al momento della sua elezione non è confermato in grazia. Può peccare e può errare, come tutti gli altri uomini, ma i suoi peccati e i suoi errori sono più gravi di quelli di tutti gli altri uomini non solo per le maggiori conseguenze che hanno, ma perché ogni sua mancanza di corrispondenza alla grazia divina è tanto più grave quanto più grande è l’assistenza dello Spirito Santo che egli riceve.

Roberto de Mattei (6-V-2016)

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